Mobilis in mobile

L’essenza della moto : 

essere (o Essere) mobile in una sostanza mobile.

Oggi tutto è “LIQUIDO”, la società, l’economia e anche il traffico nel quale noi motociclisti dobbiamo navigare.

Come il Capitano Nemo con il suo Nautilus, guidando con attenzione per non fare la sua fine.

Il miglior libro di filosofia è una motocicletta in marcia sotto la pioggia.

Dentro il temporale, dopo la seconda onda anomala sollevata da un perfido sedicenne con la microcar e il rivolo artico che giunge a segno tra le chiappe, ti ricordi che senza dubbio l’uomo è nato per soffrire.
Molte sofferenze, quindi molta filosofia.
Che piuttosto che partire dalle solite e inafferrabili questioni di chi siamo, dove e come, si risolve dentro la più prosaica domanda “chi me lo fa fare?”.
Forse, il libero arbitrio.

a piedi cammino,
in macchina viaggio,
in moto ... sogno.

Il saluto tra motociclisti

La prima volta, poco più che diciottenne, guidando una mastodontica Moto Guzzi 1000 SP, incautamente imprestata dal fratello di un mio amico, andando in Valsassina (giro che coinciderà poi per gli anni a venire l’apertura della stagione) incrociando gli altri “colleghi” venivamo salutati da tutti. 
Noi, piccoli centauri in crescita, dopo aver pensato tutto il giorno di avere qualche problema alla moto (luci spente, freccia accesa, qualcosa che penzolava, …..), finalmente ci è stato spiegata questa bellissima usanza, oggi fatta anche con il piede.

p.s. La Guzzi è rientrata alla base sana e salva